. Spendere di più in ricerca per innovare meglio in Europa

Un appello per rafforzare la dotazione di risorse del programma Horizon. In vista della determinazione della dotazione finanziaria dell’Unione europea per il nuovo Programma quadro per la ricerca e l’innovazione – Horizon Europe -, nell’ambito del negoziato sul Quadro finanziario pluriennale 2021-2027, la CNA sottolinea, in seno al GIURI (Gruppo informale uffici di rappresentanza italiani per la ricerca e innovazione a Bruxelles), l’importanza di promuovere un bilancio per ricerca e innovazione ambizioso e all’altezza delle sfide europee.

Tenuto conto del ruolo centrale che ricerca e innovazione ricoprono per la crescita e la competitività delle nostre imprese, l’appello chiede alle istituzioni europee di porre l’azione in materia al centro della futura agenda politica dell’Ue. In questo senso, appare cruciale sostenere una dotazione finanziaria per Horizon Europe pari ad almeno 120 miliardi di euro, in linea con la posizione già espressa dal Parlamento europeo.

La Commissione europea ha proposto per Horizon Europe una dotazione finanziaria di 94,1 miliardi di euro. Sebbene si tratti di un incremento significativo rispetto ad Horizon 2020 (circa il 22% in termini reali), la cifra – corrispondente a poco più del 7% del Bilancio complessivo dell’UE per il 2021/2027 – resta sottodimensionata rispetto agli obiettivi scientifici e tecnologici e delle sfide economiche e sociali che il prossimo programma è chiamato ad affrontare.

Il Programma quadro europeo rappresenta per l’Italia un importante strumento per valorizzare le eccellenze della ricerca italiana nel contesto continentale e in ambito internazionale e per rafforzare il patrimonio di competenze del Paese e la capacità di innovazione del sistema di impresa. E’, infine, di stimolo allo sviluppo di politiche e priorità a livello nazionale.

“Per l’Italia, si tratta di un’occasione da non perdere – si legge nell’appello – il Programma quadro europeo fa affluire ogni anno nel nostro Paese quasi 700 milioni di euro: circa l’8% del totale della spesa pubblica italiana in R&S. I benefici vanno, tuttavia, molto al di là del solo ritorno economico”. Per tali ragioni importanti esponenti italiani del settore accademico e imprenditoriale, della ricerca, degli enti locali e della finanza si sono mobilitati a sostegno di questa iniziativa, pubblicata a ridosso dei Research & Innovation Days, che si chiudono stasera.